Recensione La Repubblica - Galton - Viaggiare e sopravvivere di Graziella Martina

Vai ai contenuti




Vademecum per un viaggio avventuroso

Se c' è ancora in giro (e ci sarà ancora in questa stagione) qualche aspirante viaggiatore che ha l' idea di farsi un viaggio "naturale" senza automobili o altri mezzi di trasporto, senza gli aiuti moderni ma spesso ingombranti della tecnologia, ecco il libro che fa per lui. Si intitola: Piccolo manuale di sopravvivenza. Come sopravvivere da perfetto survivor in un ambiente difficile. L' ha scritto Francis Galton, e deve averlo scritto molto tempo fa, giacché lui, Sir Francis Galton, cugino di Charles Darwin, è vissuto fra il 1822 e il 1911, praticamente nell' Ottocento. Come ogni inglese benestante di quei tempi, amava viaggiare: ma da solo e arrangiandosi come poteva. Di mestiere faceva lo scienziato. Gli è attribuita la scoperta dell' anticiclone delle Azzorre: a noi tutti ben noto. Sapeva benissimo che viaggiare in questo modo premoderno in quel mondo premoderno non doveva essere di per sé gradevole. Difatti si chiede: «Saremmo capaci di bere un bicchiere di acqua saponata come emetico in caso di avvelenamento? O di farci cauterizzare una ferita con un ferro rovente? O di mangiare insetti e carne imputridita?».

Per siffatti viaggiatori (beninteso, che ancora ci sono) è stato scritto il volumetto già citato (Francis Galton L' arte di viaggiare tradotto da Graziella Martina per la casa editrice Ibis di Como, pagg. 152, euro 7,75). Consta di tanti capitoletti (per esempio «Medicine», «Scalate», «Zattere e barche», «Guadi e ponti», «Materassi e coperte», «Bivacco», «Rifugi», «Sacchi a pelo», «Tende», «Fuoco», «Cibo», «Acqua», eccetera). Illeggiadriti talvolta da piccoli, gradevoli disegnini. Il tutto raccolto sotto il sotto titolo: «Nozioni fondamentali per affrontare un ambiente difficile».

Cominciamo dal «Fuoco», argomento sul quale Sir Francis Galton espone il meglio della sua filosofia (ne avrà ben avuta una anche lui): «Malgrado le precauzioni per prevenirlo, il fuoco divampa con grande facilità. Soltanto quando se ne ha bisogno e non si ha il necessario per accenderlo, esso è difficile da avviare. Lo stesso vale per le scintille, che spesso si sprigionano spontaneamente nei posti più improbabili, dando origine a conflagrazioni, mentre rifiutano di trasformarsi in fuoco vivace quando se ne ha la necessità». Un' esperienza di cui tutti sappiamo qualcosa, se abbiamo mai fatto attenzione, se facciamo mai attenzione, ai cosiddetti incendi estivi. Una cosa di cui non si può mai fare a meno, che si stia a casa, o si sia in viaggio, è il sonno. Ma come si fa a dormire in certe circostanze? Nell' alternativa fra le tende e il bivacco, Francis Galton non ha dubbi. La pensa tale e quale come Napoleone Bonaparte. Che diceva, anzi scriveva nelle sue Maximes de guerre: «Le tende non sono salutari per i soldati. Molto meglio per loro bivaccare, con i piedi vicino al fuoco e un po' di paglia o qualche asse per proteggersi dal vento.

Le tende sono indispensabili soltanto per gli ufficiali, che devono avere un riparo per scrivere e consultare le mappe». E per andare (da qualsiasi parte) come si fa? Ci si orienta col sole e con la luna e non è poi tanto difficile: «Nelle contrade tropicali, le stelle dello zodiaco - come Orione e Antares - permettono di conoscere con esattezza l' est e l' ovest. Anche le due stelle della Croce del Sud, che sono in linea con il Polo Sud celeste, e le due stelle dell' Orsa Maggiore, che sono quasi allineate con la Stella Polare, sono utili per orientarsi, in particolare quando non è visibile il Polo Nord... è molto utile portare con sé in viaggio un almanacco che riporti la posizione e l' ora in cui sorgono e tramontano il sole e la luna, anche se un viaggiatore esperto è in grado di calcolare da sé». Stavamo dimenticando l' acqua. Che sta ridiventando preziosa proprio in questi giorni, proprio per noi che non ci meritavamo quest' altra preoccupazione.

Comunque, Sir Francis Galton ci avverte che «nei paesi aridi, le fontane rappresentano una benedizione. Esse sono molto più numerose e ricche d' acqua nelle zone calcaree. Per questo quando vedete un terreno calcareo in un deserto sabbioso, mettetevi a cercare l' acqua in mezzo alle sue fessure. Anche nel granito e in altre rocce primarie si trovano molte piccole sorgenti». Non si sa mai, non si riesce nemmeno a immaginare quante discussioni potevano nascere, quante liti potevano sorgere se i partecipanti all' avventuroso viaggio erano più di uno. Sir Francis Galton ci racconta che: «Nell' Ottocento, i componenti del gruppo sottoscrivevano il seguente contratto: "I sottoscritti partecipanti alla spedizione di esplorazione, guidata dal Signor..., consentono di mettere sé stessi ai suoi comandi...

                                                                                                                                BENIAMINO PLACIDO

Torna ai contenuti