“Amnesty, voi ed io”
Peter Benenson, il fondatore di Amnesty International, è stato socio Servas per dieci anni, fino all’anno scorso, quando ha tolto il suo nome dalla lista. L’ho incontrato l’estate scorsa in Inghilterra e gli ho rivolto alcune domande.
Qual è stata la tua esperienza in Servas?
Penso che Servas sia un’ottima organizzazione per persone giovani. Per quelli della mia età, il desiderio di esplorare il mondo è passato e nei Paesi che visitiamo, di solito abbiamo amici con cui possiamo stare. Inoltre, man mano che si invecchia, ci si aspetta un livello di comfort non necessariamente offerto dagli ospitanti Servas. Quando si sceglie un hotel, si giudica la sua confortevolezza dal numero di stelle. Naturalmente sarebbe offensivo per le porte aperte indicare con un sistema di stelle il livello di confort offerto. Nel mio caso, di uno che non usava le porte aperte nei viaggi all’estero, ho sentito la necessità di togliere il mio nome dalla lista britannica perché il mio piccolo cottage è molto spesso pieno di famigliari ed amici.
Cosa pensi dei recenti sviluppi di Amnesty International?
Li apprezzo molto, in particolare la decisione di estendere il mandato sino a comprendere la condotta delle bande armate e dei gruppi nazionalisti estremisti, anche se ho qualche riserva sull’estensione del mandato all’omosessualità.
Nel 1980 hai dato il via ad un altro movimento, chiamato Nevermore. Cosa doveva essere, e per chi?
Creai Nevermore come un esperimento nelle azioni destinate a prevenire la Guerra. Poiché l’esperimento fu programmato per la Somalia, fu naturale che molti italiani vi prendessero parte. Il progetto era di iniziare una serie di programmi utili, in particolare trasformare zone desertiche in terra fertile, così che i volontari impegnati nei programmi guadagnassero fra i governanti e i clan fiducia a sufficienza da essere in grado di influenzarne la loro politica in una direzione di pace. Purtroppo il programma fallì perché il garante di Nevermore in Somalia, il genero del Presidente Siad Barre, perse la fiducia del dittatore e tutti I volontari dovettero essere evacuate. Se il progetto avesse avuto successo, forse la recente, terribile guerra intestina avrebbe potuto essere evitata.
Cosa pensi possa essere fatto per aumentare la pace nel mondo?
Quasi tutte le minacce attuali alla pace derivano da nazionalisti di destra che detengono sempre crescente potere nei loro Paesi o gruppi.
Il nazionalismo è destinato a prosperare sino a quando l’umanità non trova un sistema sociale che infonda nei propri cittadini un senso di sicurezza. L’attuale sistema di capitalismo individualista di sicuro non lo fa. La sua avidità va contro gli insegnamenti di qualunque religione, distruggendo così la base morale su cui si regge la gente. Finché l’umanità non riesce a sviluppare un sistema economico in armonia con gli insegnamenti del Vangelo (e in Oriente con quelli di Maometto e Budda), temo che continueranno ad esserci molte minacce alla pace.
a cura di Graziella Martina,
Pinerolo (TO)