Candele - Galton - Viaggiare e sopravvivere di Graziella Martina

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    Candele.- Stampi.- E’ consuetudine portarsi in viaggio degli stampi di latta e un rotolo di stoppino per fare candele. La forma più adatta per lo stampo è quella rappresentata nella figura. Il sego viene versato dentro quando è quasi freddo. Se si compie questa operazione la sera, le candele saranno pronte la mattina dopo. Nel caso ne abbiate necessità urgente, immergete lo stampo in acqua fredda, per accelerare il processo di raffreddamento, poi in acqua bollente, per far sciogliere lo strato più superficiale di cera ed estrarre senza difficoltà la candela. Per inserire lo stoppino, occorre un ago o un pezzo di fil di ferro, anche se l’attrezzo ideale è un ferro da crochet. Con l’estremità uncinata, si afferra lo stoppino a metà e lo si inserisce doppio nel foro. In mancanza di uno stampo, si può usare la canna di un fucile, con un tappo di sughero sistemato nel punto corrispondente alla lunghezza della candela.
    Immersione.- Per fabbricare candele con la tecnica dell’immersione, bisogna legare una serie di stoppini ad un’assicella di legno, come se fossero i denti di un rastrello. Poi, bisogna immergerli più volte nel sego, aggiustandoli con la mano, in modo che stiano diritti. Prima di ripetere l’operazione, bisogna attendere che lo strato precedente di sego sia asciutto.
    Sostituti.- Una striscia di cotone, lunga un piede e mezzo, bagnata nel grasso e avvolta a spirale attorno a una bacchetta, brucia per circa mezz’ora. Una zolletta di cera con un brandello di tessuto inserito dentro, diventa una candela in caso di emergenza.

         

    Materiali per candele.- Sego.- Il materiale migliore per fare candele è costituito da sugna di montone mischiata con sego di bue. Non bisogna mai far sciogliere il sego sopra al fuoco, è meglio appoggiare il recipiente che lo contiene sulla sabbia calda. Per sapere come procurarsi il grasso, consultate il paragrafo “Ingrassaggio del cuoio”.
    Cera.- Fate bollire il favo per alcune ore, aggiungendo un po' d’acqua perché non bruci. Poi, avvolgete strettamente la pasta morbida in un tessuto ed immergetela in acqua fredda.
 
   Candelieri.- Come candelieri di fortuna potete usare: una zolla erbosa con un foro praticato al centro; un pezzo di legno con alcuni chiodi piantati in cerchio, che facciano da bocciolo; un osso cavo; una bottiglia vuota; una baionetta piantata nel suolo. “Un tempo, le zampe palmate del cigno, allargate ed essiccate, venivano trasformate in candelieri.” Lloyd.
 
   Lampade.- Per la struttura delle lampade si può usare il piombo o il legno duro, che abbiano una scanalatura per versarvi l’olio. A volte si usano gli zoccoli di bue o di altri ungulati.
    Lampada nel vaso.- Un piccolo boccale di metallo pieno di grasso, con uno straccio avvolto attorno ad uno stecco piantato al centro, può costituire una lampada.
    Lanterna.- La struttura può essere formata da una scatola di legno, un secchio o una zucca con aperture sui fianchi. Un pezzo di calicò ingrassato sostituisce il vetro. Anche una piccola latta, come quella della carne in scatola, con un buco nel fondo e una breccia nel fianco, costituisce una buona lanterna. Un oggetto molto adatto, già pronto per fare una lampada, è una bottiglia, a cui sia stato tagliato il fondo. Per compiere questa operazione, si deve mettere un dito d’acqua nella bottiglia e poi sistemarla su tizzoni ardenti. Il vetro si romperà tutt’intorno, all’altezza del livello dell’acqua. Ci vuole un vento molto forte per riuscire a spegnere la fiamma all’interno di una bottiglia. Gli alpinisti che scalano le Alpi usano un modello simile, quando lasciano il loro bivacco nel buio mattutino.

         



 
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