L'Arte di Viaggiare - Art of Travel - Francis Galton


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7 luglio Epic

Namaste Nepal



Sempre più difficile! Dopo le danze di ieri, coreograficamente bellissime, ma dal significato spesso indecifrabile, oggi è di scena l’Epic, una versione nepalese del Mahabharata indiano, mi è parso di capire dalla trama che il responsabile della “Pro Loco” del posto mi ha velocemente raccontato.
Nonostante sia stata messa a parte del contenuto ermetico di questo lunghissimo poema (la recitazione dura più di 5 ore) non riesco a seguirlo. Ci sono dei lunghissimi
recitatifs, che, a chi non conosce il tibetano, non dicono nulla. Il colmo è che tra il pubblico c’è un torinese che conosce il tibetano e che potrebbe quindi illustrarmi qualcosa del contenuto, ma è troppo pieno di boria per farlo.
Tra il pubblico ci sono anche centinaia di bambini tibetani: accoccolati per terra, restano tranquilli per tutte le cinque ore. Alcuni si addormentano, alcuni seguono di più il via vai delle persone che non quello che avviene sulla scena (che è molto poco, per la verità), ma nessuno si muove dal posto e gli insegnanti possono chiacchierare tranquilli. Per puro spirito masochistico provo ad immaginare bambini italiani al loro posto…
Anch’io sono maggiormente attratta dallo spettacolo offerto dalla gente che non da quello offerto dagli attori: mi piacciono moltissimo questi tibetani dai pomelli rossi e dall’aspetto da contadini, un po’ rudi (chi si è trovato in una folla di tibetani ne sa qualcosa…), ma così allegri e pieni di vita!


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