L'Arte di Viaggiare - Art of Travel - Francis Galton


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25 luglio

Namaste Nepal


Oggi contiamo di arrivare a Gopte, 3430 m., e lì decidere il da farsi. Per arrivare ai laghi bisogna superare un passo di 4600 m. e sia io sia Kelly siamo dubbiose sulla nostra possibilità di farcela. Non siamo equipaggiate, dato che questo trekking è stato deciso quando già eravamo a Shermatang, da dove pensavamo di fare qualche breve escursione nei dintorni, non certo queste scalate! Le mie scarpine da ginnastica hanno l’aria di rendere l’anima da un momento all’altro e non ho neanche uno zaino, ma soltanto un borsone, di quelli che regalano le agenzie di viaggi. Decidiamo, saggiamente, di cambiare rotta.
Anziché arrivare ai laghi, dove, tra l’altro, mancheremmo di qualche giorno il pellegrinaggio indù, torniamo a Tarke Gyiang e scendiamo a Kakani, Kiul e Taramarang, lungo la Malemchi Khola Valley.
Il paesaggio ricorda in qualche modo quello tra Shermatang e Tarke Gyiang, che già conosco e amo: foreste di querce e di dafne, la cui corteccia si usa per fare la cellulosa, e distese immense di rododendri, mentre siamo accompagnati dal canto di uccelli sconosciuti. Laghkpa è atterrito dall’idea di incontrare degli orsi, soprattutto verso sera, a me invece farebbe piacere, purché a distanza non troppo ravvicinata.


Too good to be understood

“Could I have a fresh lemon soda?” chiede Kelly, inglese di Londra, con il suo impeccabile B.B.C. accent, ai gestori Sherpa di questi miseri tea shops.
Loro la guardano perplessi. Probabilmente non hanno mai visto un limone in vita loro, per non parlare della soda, che non è una bevanda così comune da queste parti…


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