Namaste Nepal
Si trova a nord di Pokhara. Prendiamo il solito bus, camminiamo l’ultimo pezzo sotto una pioggia torrenziale.
Alla ‘biglietteria’ tentano di imporci una guida per l’interno delle grotte. Marcello, il mio compagno di sventura romano, sta per cedere, ma io, da quello che ho letto sulla Rough Guide (una delle 4 guide che mi porto sempre dietro), non ritengo ce ne sia bisogno. Dovrebbe essere una grotta piccola. Infatti: quasi non crediamo ai nostri occhi che un ‘buco’, così piccolo e brutto possa essere consigliato da una guida.
Piove a dirotto anche dentro. La cavità amplifica una mia terribile imprecazione quando scivolo sulla terra umida. Mi rendo ora conto di quanta paura mi sia rimasta dentro dopo le due terribili cadute, che avrebbero potuto avere conseguenze funeste, durante il trekking.
Leggo più accuratamente la Rough Guide: queste grotte erano molto famose per le loro limestone stalactites, che però sono state tutte
portate via dai vandali. C’è un’altra grotta qui vicino, ma, dice sempre la guida, è più pericolosa, per ‘serious spelunkers only’. Lasciamo perdere!
Sono più interessata ad andare a Batulechaur, ad un chilometro da qui, villaggio famoso per i suoi ‘gaines’. Sono menestrelli che, accompagnandosi con il saranghi, cantano serenate alle cerimonie.
Un ragazzotto locale ci accompagna ad una casa con piccolo porticato. Esce fuori il capofamiglia, con strumento in mano. In pochi minuti, una folla canterina di donne e uomini, vecchi e giovani si raduna intorno a noi. Comincio a subodorare il peggio e lo dico a Marcello. Poiché, ormai, dopo tanti viaggi in Asia, Africa e Sud America ‘conosco – come si suol dire – i miei polli’, dico alla nostra guida locale che noi non abbiamo poi intenzione di pagare una grossa cifra per le loro canzoni.
Questo anche perché lui continua a ripetere e sottolineare che il padrone di casa va spesso a suonare negli alberghi di Lakeside (compreso il Fish Tail, $ 150 a notte, non so se mi spiego!) ed è molto apprezzato.
Poiché tutti i nepalesi hanno ben fissa in testa l’idea che i turisti sono tutti ricchissimi, spesso ci si trova davanti a richieste di soldi, che sarebbero ridicole, se non fossero in realtà molto serie. Nonostante questa mia precisazione, la richiesta finale è di $ 20. Gliene dò 10.
Prima di rientrare in hotel, siamo andati a vedere la cascata chiamata Fadke o Devin’s (David’s Falls in inglese), a circa due chilometri a sud dell’aeroporto. David è il nome di un turista che ci è caduto dentro con la sua ragazza, ti dicono qui.
E’ un fiume sotterraneo che emerge poco prima di gettarsi in un altro, e nel punto in cui c’è la cascata si inabissa in un buco nel terreno, in cui scompare. Questa cascata è vicina ad un campo di rifugiati tibetani: da qui partono la mattina le donne, che ossessivamente, tutto il giorno, perseguitano i turisti con offerte di prodotti da comperare.
Il villaggio si chiama Tashiling Tibetan e – sorpresa - ai telai ci sono molte donne nepalesi e anche dei bambini. Quando si tratta di rifilare a persone meno fortunate i lavori noiosi, faticosi o sgradevoli, tutto il mondo è paese!